GEMELLI: PERCHÉ NASCONO SOLO DA ALCUNE COPPIE?

Author: host/lunedì 11 luglio 2016/Categories: In evidenza, Gravidanza

GEMELLI: PERCHÉ NASCONO SOLO DA ALCUNE COPPIE?
Per la ricerca scientifica i gemelli sono una grande opportunità.

Riuscire a confrontare i gemelli identici (monozigoti, provenienti dallo stesso ovulo) con i gemelli diversi (dizigoti, provenienti da due ovuli diversi) può essere di grande aiuto per capire quanto siano importanti i geni e i fattori ambientali nello sviluppo di caratteristiche che vanno dall’intelligenza all’orientamento sessuale.

I database in cui sono catalogati i dati sui gemelli sono stati molto utili per alcuni ricercatori che hanno voluto studiare quali geni influiscono sulla possibilità di mettere al mondo dei gemelli dizigoti. Grazie al loro studio, pubblicato sull’American Journal of Human Genetics, si può capire perché la nascita di gemelli riguarda solo alcune coppie, alcune famiglie, mentre altre no.

Nonostante la maggior parte dei gemelli sia concepita in modo naturale, da quando la fecondazione assistita si è diffusa maggiormente ci sono state molte più nascite gemellari, perché per aumentare le probabilità di concepimento viene impiantato più di un embrione.

La frequenza di nascite di gemelli monozigoti sembra essere omogenea nel mondo (3-4 nascite ogni mille), mentre quella dei gemelli dizigoti risulta essere molto variabile (da 6 a 40 nascite su mille, in Asia e in Africa). La genetica gioca un ruolo di estrema importanza nell’ambito della gemellarità, ma bisogna capire quali e quanti geni vengono coinvolti.

I ricercatori, che al momento stanno ponendo la loro attenzione sulle popolazioni di origine europea, hanno potuto analizzare le informazioni relative a quasi 2mila madri di gemelli, valutando i dati relativi ai dizigoti conservati in Olanda, Australia e Stati Uniti. Hanno, poi, cercato conferme in Islanda, grazie all’accesso ad alcuni dati relativi a 3.500 nascite gemellari e quasi 30.000 nascite di controllo.

Sono state cercate le varianti genetiche più frequenti nelle madri che hanno concepito gemelli dizigoti senza ricorrere alla fecondazione assistita ed è stata rilevata la variante del gene Fshb, associato con alti livelli dell’ormone Fsh per la maturazione dei follicoli ovarici.

L’altro gene rilevato è Smad3 che potrebbe influenzare la risposta delle ovaie all’ormone follicolo-stimolante.
Queste due varianti potrebbero aumentare rispettivamente del 18%  e del 9% la possibilità di concepire dei gemelli, ma sono solo alcuni dei tantissimi geni coinvolti.

La gemellarità sarebbe quindi dovuta principalmente a due fattori: il fatto che una donna produca più ormoni del normale o il fatto che abbia ovaie più sensibili.

Grazie ai risultati di questi studi si potrebbe arrivare a migliorare i trattamenti per l’infertilità in cui si usa l’ormone follicolo-stimolante per indurre l’ovulazione.

Fonte: corriere.it
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